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HENDRICK AVERCAMP
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Venerdì 12 Febbraio 2010
Paesaggio Invernale (1608 c.) - Amsterdam Rijksmuseum

In questi giorni (15 febbraio 2010) chiude al Rijksmuseum di Amsterdam la mostra “Ijspret” [“divertimento sul ghiaccio”] curata da Pieter Roelofs dedicata a Hendrick Avercamp (Amsterdam, 1585 - Kampen, 1634), artista fondatore della pittura di paesaggio invernale che diventerà definitivamente un genere a sé stante nel corso del 17 secolo.

Dopo la sua breve formazione nelle Fiandre anche lui, come molti altri artisti, si sposta ad Amsterdam, capitale olandese di cultura e commercio, dove può sicuramente contare su un maggior numero di commissioni. Dell'esperienza nelle Fiandre rimangono quei castelli fiabeschi che si caricano di un colore bluastro conducendo lo sguardo dell'osservatore verso lo sfondo. Era un espediente tecnico di derivazione fiamminga quello di caricare il primo piano con colori caldi quindi, digradando in direzione dell'orizzonte, passare a colori più freddi tendenti al verdastro, quindi al blu, conferendo al paesaggio una sensazione di maggior lontananza. Facile il parallelismo con il grande Pieter Brueghel (Bruxelles, 1568 – Anversa, 1625), in quel trasferire sulla tavola minuscole figure intente a svolgere le loro attività quotidiane. Quasi caricature di personaggi d'epoca, quelle di Avercamp, soprannominato il “muto di Kempen” a causa di un difetto fisico, sono per contrasto figure chiassose, disordinate ma perfette gemme incastonate nel paesaggio di ghiaccio.

Durante il diciassettesimo secolo, tra il 1645 ed il 1715 circa, si ebbe uno straordinario evento climatico che investì il Nord Europa e dunque anche i Paesi Bassi. Tanto fu il freddo che gli storici affibbiarono al periodo il nomignolo di “piccola era glaciale”. I venticinque disegni ed i venti dipinti di Avercamp in mostra sono stati raccolti per la prima volta in quest'occasione e provengono da musei e collezioni private internazionali: la maggior parte dei disegni però deriva dalla collezione della Regina d'Inghilterra Elisabetta II, grande estimatrice e collezionista di questo artista.

E’ dunque il freddo pungente ciò che per primo si avverte, nell'alternanza di quadri e disegni, disposti nelle due sale contigue al primo piano del Rijksmuseum, osservando i personaggi rappresentati, letteralmente imbacuccati dalla testa ai piedi.

Se la critica ha sempre voluto vedere nei dipinti del diciassettesimo secolo olandese uno scorcio di realtà ecco allora che nei dipinti di Avercamp dal vario formato, come nei disegni, l'osservatore viene irrimediabilmente immerso in quell'atmosfera freddissima, nelle giornate in cui il sole sì sorge, ma rimane ben nascosto dietro le nuvole conferendo al cielo un colore che va da tonalità di grigio ad un rosa antico. Lo sguardo è tutto diretto alle figurine, minuscole ma dettagliatissime che si lanciano in una eterna pattinata sui canali ghiacciati, i quali, almeno per quegli inverni, consentirono il collegamento delle Sette Province con il solo ausilio delle slitte e non più delle  imbarcazioni rallentate dalle lastre di ghiaccio.

E Avercamp ci tratteggia dunque una società non rallentata dalla rigidezza del clima: in piena attività sono così il panettiere, il cacciatore, né si ferma il gioco dei bambini o le passeggiate borghesi. Dopo essersi stretti ai piedi i pattini da ghiaccio - una suola con lama, munita di stringhe da assicurare alle calzature – dopo aver riempito con ogni attrezzo utile al proprio lavoro la slitta, dopo aver legato i cavalli, la gente d’Olanda è così in moto, sul ghiaccio, fino al calar del sole.

Nei dipinti il punto di vista è sempre leggermente rialzato, tanto da far pensare che l'artista si affacci dalla finestra per immortalare, ad esempio la donna vestita in foggia parigina, celeberrima icona, con i capelli raccolti sopra la testa, con il collo del corpetto disposto a ventaglio dietro le spalle, con anche una mascherina nera che ricorda tanto la Colombina della Commedia dell'Arte italiana.

Nei disegni invece il punto di vista si sposta: l’artista,
per immortalare ogni figurina dettaglio per dettaglio, è seduto su di una seggiola sulla riva del canale ghiacciato, o semplicemente sullo sgabello nel suo studio: la stessa dama con mascherina era stata precedentemente schizzata su un foglio da disegno, con i colori appena accennati che poi saranno completati nel dipinto completo.

Le note di colore si alternano ad accenti più tristi e quasi macabri. Mentre si possono scorgere altre dame che per poca attenzione o troppa confidenza nelle proprie abilità di pattinatrici cadono rovinosamente con le gambe all'aria, lasciando ben poco all'immaginazione, altri particolari, quasi nascosti dalla foschia verso lo sfondo, ci richiamano ad un passato d’Europa non troppo lontano, come i corpi appesi ai patiboli, impiccati indistintamente a destra o a sinistra dell'orizzonte. Era pur sempre importante che allora si trovassero fuori della cittadina, a non impressionare l’occhio borghese.

Se guardassimo ai soli dipinti diremmo che l'artista abbia rappresentato diverse istantanee, cartoline di paesaggio ghiacciato, ma questa mostra dà l'occasione di osservare sia il dipinto finito che la sua ideazione: i pannelli di Avercamp sono infatti dei collages di immagini studiate preventivamente al dettaglio. Come si è già accennato per la Colombina 'olandese', così anche il cacciatore di anatre, che nel disegno viene dapprima abbozzato con linee leggerissime e poi rifinito con tratti decisi, mentre se ne sta in piedi appoggiato a due mani sulla canna dell'enorme fucile, con una preda appesa alla cintura che gli cinge i fianchi, sarà sicuramente nascosto sotto il portico di un'osteria, o accanto ad un gruppo di altri cacciatori che si riposano dopo la battuta di caccia.


Dipinti dall'orizzonte lontanissimo dove la vegetazione e le case in lontananza si tingono di blu, ed il cielo solcato dai corvi neri si colora di rosa, quasi rosso trasformando la scena da mattutina a serale in un istante, quasi a voler catturare sotto lo stesso cielo un'intera giornata di quella piccola era glaciale.
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[sito solo in Inglese o Olandese]
http://www.rijksmuseum.nl/pers/tentoonstellingen/avercamp-ijspret?lang=it

Anna Bianco
 
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