
Il mercato dell’energia è oggi alle prese con una serie di problematiche che interessano ma anche preoccupano gli esperti del settore. Le questioni dibattute spaziano dall’inquinamento ambientale agli aumenti esponenziali della bolletta energetica, dalla scarsa sensibilità etica e sociale diffusa (il 28% della popolazione mondiale consuma il 77% delle risorse energetiche, contribuendo tra l’altro ad aumentare l’inquinamento ambientale) all’inefficienza energetica delle abitazioni in cui la gente vive.
Ciò che interessa maggiormente la popolazione è l’aumento del costo dell’energia: il costo annuale della bolletta energetica rappresenta oggi una delle voci di spesa più rilevanti del bilancio familiare e, in Italia, ormai supera le entrate di un mese di una famiglia media. Inoltre il consumo di energia elettrica e di energia per la climatizzazione degli edifici è fra i maggiori responsabili dell’inquinamento e le emissioni pro capite all’anno di CO2 (anidride carbonica) in Italia sono arrivate a 10.000 di tonnellate Nonostante il protocollo di Kyoto abbia imposto come obiettivo una sensibile riduzione delle emissioni di CO2, fin ora nulla è stato realmente fatto per raggiungere quest’obiettivo.
Da un recente studio sull’efficienza energetica degli edifici italiani ad uso abitativo elaborato dalla Cremonesi Consulenze s.r.l. emergono dati più che drammatici:
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bolletta energetica annua: 32 miliardi di euro,
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fabbisogno energetico annuo: 31,2 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio, che attualmente vengono fornite principalmente da gasolio (8,7 miliardi di litri) e da gas metano (28,6 miliardi di mc);
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emissioni annue di CO2: 88,5 milioni di tonnellate
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efficienza energetica media: 45%
Tutto ciò significa, semplicemente, che più della metà dell’energia che consumiamo e paghiamo va perduta a causa dell’inefficienza delle nostre case: sprechiamo tanta energia quanto quella prodotta da 8 centrali nucleari di media potenza (730 MWe) ed emettiamo inutilmente tanta CO2 quanto quella prodotta dalla circolazione di 16,2 milioni di auto di media cilindrata.
Al Summit per l’Energia, a Bruxelles il 9 marzo 2007, la Comunità Europea si è data data gli obiettivi di politica energetica da conseguire entro il 2020: + 20% di energia da fonti rinnovabili, riduzione del 20% delle emissioni di CO2, aumento del 20% dell’efficienza energetica. Anche l’Italia ha condiviso tali obiettivi e in particolare si è impegnata a migliorare l’efficienza energetica degli edifici: in questa direzione si stanno ottenendo già i primi risultati. Ad esempio, gli interventi di riqualificazione energetica nell’ambito del progetto “Generazione Clima” promosso da WWF Italia, realizzati dal gruppo italiano di installatori Domotecnica in collaborazione con Cremonesi Consulenze su 63 condomini, hanno dato significativi risultati: una riduzione del 33% sulla bolletta energetica delle famiglie che vi abitano, una riduzione del 28% del fabbisogno energetico e una riduzione del 43% di emissioni di CO2.
Sulla strada di un uso responsabile e sostenibile dell’energia e quindi dell’abbattimento dell’inquinamento, un percorso da seguire è sicuramente quella dell’uso di energie rinnovabili: ma, stando agli ultimi dati, in Italia le energie rinnovabili sono solo il 6% del mix energetico nazionale. Più o meno in linea con quanto avviene negli altri Stati, con l’eccezione della Svezia, dove questa percentuale sale al 26%. Dopo la Spagna, però, l’Italia è la nazione che ricorre di più, come fonte d’energia, al petrolio (49%), mentre essa stessa si è impegnata a portare al 20% la percentuale di incidenza delle rinnovabili.
Qualcosa si sta muovendo per quanto riguarda l’efficienza energetica degli edifici: sia di quelli nuovi sia di quelli già esistenti. A questo scopo sono stati varati dallo Stato due importanti provvedimenti, i Dpr 192 e 311, che regolano le prestazioni energetiche dei nuovi edifici mentre, con il pacchetto energia previsto dalla Legge Finanziaria del 2008, viene favorita la riqualificazione energetica degli edifici esistenti, prevedendo una detrazione fiscale del 55% sugli interventi di risparmio energetico. A seguito di una campagna di sensibilizzazione attuata dalle istituzioni e da alcuni costruttori edili, in Italia sta aumentando la richiesta di edifici sostenibili e a basso consumo. Ci si sta rendendo conto che non è più possibile progettare separatamente l’involucro edilizio dal sistema energetico. La progettazione deve essere integrata: l’architetto deve lavorare in sinergia con l’energy manager, così da realizzare edifici innovativi ed efficienti sul piano energetico. A questa richiesta anche alcuni costruttori hanno dato risposta positiva, e hanno acquisito la consapevolezza che costruire in modo sostenibile è più conveniente sia per loro che per i loro clienti. Questi, infatti, a fronte di un minimo sovraccarico di spesa iniziale (intorno al 3% - 5%), beneficeranno di una bolletta energetica molto meno pesante (riduzione del 60% - 70% circa).






