Il punto di partenza – dichiarato dal regista, Simone Migliorini - è un’atmosfera alla “Eyes wide shot”, con un gruppo di ricchi signori nostri contemporanei che, una sera, giocano a trasformarsi nei personaggi che popolano la reggia di Erode protagonisti della vicenda della viziosa Salomè. Questa “Salomè” di Wilde rivisitata dalla compagnia L’Avventura Colorata, andata in scena in prima assoluta al Festival Internazionale del Teatro Romano di Volterra, ha uno dei punti di forza proprio nella reinterpretazione visiva e scenografica, nei costumi realizzati – così come le scene – dagli allievi di Margherita Palli e Alice De Bortoli della Naba di Milano.
Una “Salomè” di figure mascherate, in abiti moderni ma con tocchi di estro e preziosa inventiva (un piccolo esempio: il trucco fatto di piume di una Erodiade diva). Una trasfigurazione visuale che ben corrisponde alla lettura interpretativa, in cui domina l’Erode un po’ annoiato, moderno, decadente e disilluso dello stesso Migliorini, accanto ad una Erodiade sorprendentemente giovane, stilizzata e puntigliosa mogliettina borghese, figura quasi ad una sola dimensione, tutta artificiale: del resto lo stesso Wilde non ha affatto sviluppato questo personaggio.
A lei si contrappone la carnalità, la corporeità sensuale via via più credibile della Salomè di Francesca Signorini, che arriva a far avvertire sempre più concretamente la carica erotica del personaggio, il suo delirio carnale che suscita in Jokanaan (un Diego Ribechini efficace e dalla figura adeguatamente ascetica) l’apostrofe sdegnosa di “figlia di Sodoma”.

Alba Grigatti – molto convincente– prima ancora di Erodiade è il Giovane Siriaco, da Migliorini trasformato in una figura ambigua, androgina, preda di una attrazione sensuale e di un delirio appassionato e fremente per Salomè che l’interprete riesce a rendere plausibile con intensità e perfetto controllo dei suoi mezzi espressivi fino al culmine del languido bacio con la principessa. La famosa Danza dei sette veli è affidata a una ballerina (Irene Marino o Giusi Caccavo) , che ‘doppia’ in questo momento clou Francesca Signorini, facendo però calare di molto l’energia e la tensione.
Nel complesso, una lettura più che degna, stimolante, del difficilissimo dramma-scandalo di Wilde (pochissimo rappresentato), una lettura al tempo stesso fedele e alla sua essenza, stimolante e originale per la prospettiva inedita e contemporanea con cui è reso. Gli altri interpreti dello spettacolo, in gran parte membri ‘storici’ della compagnia L’Avventura Colorata, sono Domenico Belcari, Giulio Ricci, Eva Bartoli, Angelo Cobino, Annagrazia Benassai, Antonino Mammino e Sabina Guillet.


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