
Il Geementemuseum de l'Aja fino al 13 giugno dedica a James Ensor (1860-1949) un'interessante quanto completa retrospettiva, con un'evidente ricerca delle tracce di un rapporto fra l'artista belga e la produzione artistica neerlandese del ventesimo secolo.
Ensor trascorse la sua intera esistenza a Ostenda, città natale, ricavando nella soffitta della casa paterna il suo atelier dove poteva ritirarsi dal mondo e dedicarsi alla sua pittura. Se Ensor è conosciuto per le sue masquerades, ossia processioni di uomini e donne con il volto nascosto da pesanti maschere di cartapesta, poco noti sono i motivi di tale ispirazione. La madre dell'artista gestiva un negozio di curiosità ed oggetti artistici di piccole dimensioni tra i quali numerose suppellettili provenienti dal Giappone o comunque decorate alla maniera nipponica o cinese. Fin dalla metà del diciannovesimo secolo l'interesse ed il gusto di collezionare cineserie era ben consolidato in tutta Europa, basti pensare alle copie su tela di stampe antiche giapponesi ad opera di Van Gogh o i più famosi e suggestivi giardini di Monet.
Ensor creava personalmente molte delle maschere che poi ritraeva nelle sue tele – in mostra ne sono esposte alcune – e curiosa è l'onnipresenza del teschio nelle rappresentazioni dell'atelier in soffitta, appeso come un baluardo al sostegno più alto del cavalletto o come sostituto del volto dello stesso artista. Nei suoi dipinti grotteschi Ensor usava la maschera come mezzo per indagare e rappresentare la vera natura dell'uomo, sia farsesca che viziosa.
La mostra dell'Aja offre una completa visione della formazione e della produzione artistica di James Ensor: dagli esordi naturalistico-veristici dall'altalenante successo di pubblico e critica all'esibizione di un numero importante di stampe. Naturale il paragone tra l'opera pittorica e l'opera grafica dell'artista: l'una che quasi non bada al disegno ma si fa puro colore e l'altra dettagliatissima e dal segno sicuro, tale da rendere riconoscibili anche i volti dei personaggi più remoti, affastellati gli uni accanto agli altri nelle adunate di piazza.
James Ensor all'età di diciassette anni si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Bruxelles per lasciarla tre anni dopo e ritirarsi nella sua soffitta a dipingere in solitudine. Le prime opere di questo “colorista” presentano un soggetto ricorrente: il paesaggio marino, quello che poteva vedere tutti i giorni nella sua città natale, che nel periodo estivo si popolava di turisti, mentre d'inverno gli regalava giornate dal cielo gelido e pesante. Ensor quindi alternava la pittura plein air con quella di interni, quando riproduceva sulla tela quel che anche i maestri dell'età dell'oro olandese amavano dipingere: scene domestiche, dal pranzo di famiglia, alla solitaria Mangiatrice di Ostriche (1882), sicuramente molto meno interessata ad ammaliare l'osservatore rispetto a quella di Jan Steen (1626-1679) alla Mauritshuis, sempre a l'Aja (1658 ca.).
Le opere di Ensor richiamavano spesso l’attenzione della critica contemporanea dal momento che l'artista aveva deciso molto presto di abbandonare temi convenzionali per esplorare nuove tematiche, rivelandosi quindi un vero pioniere e un grande innovatore artistico.
Un rinnovamento così drastico, tuttavia, non gli evitò di incontrare incomprensioni che si concretizzavano nella difficoltà di mettere in mostra le proprie tele.
Per ovviare a questo problema, l'artista si unì ad altri artisti belgi a lui affini, e nel 1884 diedero vita ad un'associazione chiamata Les XX ('I Venti') che si occupava anche di organizzare le loro mostre di gruppo. A questo proposito nella mostra del l'Aja è stata ricostruita parte dell'allestimento di allora, innovativo per l'epoca ma quasi incomprensibile per un osservatore contemporaneo: tutti i dipinti sono appesi uno in fila all'altro senza lasciare un minimo di spazio per un eventuale cartellino di spiegazione; un catalogo recante una semplicissima lista di titoli e autori serviva a questo scopo.
Fin dal termine della prima guerra mondiale, ad Ensor è sempre stato riservato un ruolo di spicco all'interno del mondo artistico contemporaneo e oggi è considerato un artista espressionista ai livelli di Edvard Munch, Ernst Ludwig Kirchner, Emil Nolde e Oskar Kokoschka e come René Magritte e Paul Delvaux, è un nome di spicco internazionale nell'ambito dell'arte moderna belga.
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Geementemuseum de l'Aja (Inglese)






