
Per la XIV edizione il Premio Galileo 2000 è tornato, dopo una decina d’anni, al Teatro della Pergola nell’occasione del “Festival d'Europa” promosso dall'Istituto Universitario Europeo ospitato, come la Conferenza sullo Stato dell'Unione, dalla città di Firenze. Una edizione questa particolarmente dedicata ai valori dell’Europa e della sua unità, culturale prima ancora che economica (per certi aspetti raggiunta) e politica. Tra i riconoscimenti spiccano quelli assegnati ad autorità quali Josè Manuel Barroso, Presidente della Commissione Europea – purtroppo assente alla cerimonia presso il Teatro della Pergola – e l’insospettabilmente affabile e diretto Jean-Paul Juncker ex Governatore della Banca Centrale Europea e del Fondo Monetario Internazionale nonché Premier del suo Paese, il Lussemburgo. A lui il Premio per l’economia: salito sul palco ironicamente - ma non troppo – ha commentato che nessuno oggi in Europa si può meritare un premio in campo economico… Ha poi invitato tutti i cittadini dell'Unione a fare uno sforzo comune, di serietà, insieme, per uscire dalla difficile situazione di crisi: “i tempi in cui si poteva non lavorare e guadagnare – ha detto senza giri di parole – sono finiti”.
Il Premio per la pace è andato invece al Presidente di uno Stato che nell'Unione ambisce ad entrare: la Croazia. Ivo Josipovic, uno degli attori principali – negli anni Ottanta-Novanta – del passaggio del suo Paese all'indipendenza, dal comunismo alla democrazia. Josipovic, premiato dal direttore d'orchestra Zubin Mehta, ha ricordato i lutti della guerra che hanno afflitto l'ex Jugoslavia affermando che il primo compito di ogni governante, di qualsiasi Nazione, è combattere contro la guerra.
Data la connotazione sociale e – nel senso più ampio e nobile del termine – politica di questa edizione del Premio Galileo 2000 sono stati assegnati per la prima volta riconoscimenti per l'attività nell’ambito dei diritti umani: all'avvocato ceceno Maryam Irizbaeva, protagonista di coraggiose battaglie, premiata da Marco Pannella, e a Livia Giuggioli Firth, toscanissima moglie dell'attore Premio Oscar Colin Firth, produttrice cinematografica e impegnata da molti anni in iniziative di solidarietà internazionale (in Amnesty International e nel Consiglio dei Rifugiati, ma anche nel settore della “moda etica”).
I riconoscimenti legati invece al mondo artistico sono andati alla il Premio cantante greca Haris Alexiou, autentica voce-simbolo del suo Paese (che ha affascinato il pubblico con una struggente melodia) con il Premio “Una vita per la musica – Giglio d'Oro, e al Teatro del Maggio Musicale Fiorentino con il Premio per la cultura – ritirato dalla giovane sovrintendente Francesca Colombo – ed, infine, alle attivissime Orchestre giovanili della Scuola di Musica di Fiesole fondata da Piero Farulli con il Premio “Pentagramma d'oro”, destinato da sempre ai giovani talenti.
Come in altre passate edizioni, ma tuttavia con maggiore ricchezza e capacità di suggestione, la cerimonia del Premio Galileo 2000 è stata aperta quest’anno da un articolato, affascinante spettacolo: un itinerario attraverso gli storici e prestigiosi spazi del teatro, dallo splendido foyer, in cui si evocava, tra le marmoree colonne fra le quali si muovevano sinuose ninfe, il mito ellenico di Europa, fino al cosiddetto Saloncino ed alla galleria. Il tutto animato dalle danzatrici della compagnia Emox di Beatrice Paoleschi e dagli attori e allievi attori (anche bambini) dell'Accademia Teatrale di Firenze di Pietro Bartolini per dare forma ad un viaggio ideale, attraverso seducenti squarci visivi e frammenti destinati a suscitare emozione e fascinazione, nella storia del teatro italiano ed europeo, dalle origini alla Commedia dell'Arte, dal Siglo de Oro alla nascita del melodramma (avvenuta proprio a Firenze), da Shakespeare al grande dramma prima romantico e poi borghese. Impossibile non essere toccati dall'incanto, intenso e sfuggente, del prendere vita davanti agli occhi di tante creature teatrali e poetiche.
In sala, prima della premiazione, un collage-lettura di poesia di autori di molte epoche e nazioni d'Europa, coordinata da Ilaria Bucchioni.
Una edizione questa che ha visto come grande assente (per motivi di salute) nella serata finale – ad esclusione di una rapida apparizione da un palco del teatro – Alfonso De Virgiliis, creatore di questo Premio che nel corso degli anni ha fatto crescere con sempre rinnovato impegno, entusiasmo e passione. Ha così dovuto cedere il testimone al figlio Antonio e a Marco Giorgetti Direttore del Teatro della Pergola e membro della giuria del Premio Galileo 2000 per la cerimonia condotta da Laura e Silvia Squizzato (del programma televisivo “Mezzogiorno in famiglia” in onda su Raidue).
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