
“Avviso ai genovesi: chi transita in questi giorni nel sottopassaggio che porta da Via dei Pescatori a Piazzale Kennedy, è probabile si trovi di fronte quattordici figure munite di tute, mascherine e colori. Niente paura non si tratta dei soliti vandali imbrattatori ma dei talentuosi ragazzi della 3U – Liceo Paul Klee.”
Questo l’avviso che i cittadini del capoluogo ligure hanno trovato nei giorni immediatamente precedenti al 21 aprile, data d’inizio di Euroflora: i ragazzi hanno lavorato alla riproduzione del logo della manifestazione in due murales celebrativi della lunghezza di tredici metri.
Fino al primo maggio la città di Genova respira l’ossigeno delle piante da tutto il mondo. L’evento florovivaistico forse più atteso d’Europa che si apre puntuale ogni cinque anni vede in questa edizione un’importante attenzione da parte non solo degli operatori di settore ma anche da agenti esterni che si stanno dedicando alla natura e alle sue potenzialità, oltre ad un sincero affetto da parte del pubblico degli appassionati e degli incuriositi.
Dai mille riflessi azzurri del mare al tappeto colorato di gazanie sui cui sembrano danzare venticinque sculture verdi ad aprire verso i padiglioni espositivi, i sensi abbandonano lentamente la percezione del materiale a favore di qualcosa che prevarica l’umano.
Da qui, quella che si affaccia sul mar Ligure è una vera giungla: composta di oltre ottocento operatori provenienti da 19 regioni d’Italia e 15 Nazioni; un viaggio attraverso la biodiversità dei continenti. Ognuno, ambasciatore del proprio patrimonio botanico e delle proprie differenze, sembra poter sposarsi con l’altro: ecco che un deserto in cui i cactus nascono spontanei può fondersi ai colori ed ai cristalli della visionaria Niki de Saint Phalle, cui è dedicato lo stand Cactusmania; il “Festival dei fiori andino”, con i suoi 70mila fiori recisi porta il calore dell’Ecuador insieme ai suoi danzatori e alle sue musiche. L’India continua a mantenere il proprio mistero in una tripartizione dedicata a Gandhi e al suo rapporto con la natura alle orchidee e alle piante carnivore. Ancora la Romania con le stelle alpine e la Spagna con una collettiva dedicata alla vegetazione mediterranea ampliano il ventaglio del possibile fino allo stupefacente legno Kauri della Nuova Zelanda: oltre 40mila anni in una tavola riemersa dalle paludi.
Non stupisce quindi incontrare una Signora composta da 5000 piante, un’aquila che ne raccoglie 4000, un gufo e tre anatre in un laghetto artificiale anche questi in forma fiorita, ad opera della collettiva del Belgio.
Neppure l’Albero d’oro Beghelli, sistema fotovoltaico ad alto fattore di concentrazione ottica dotato di un dispositivo d’inseguimento solare che permette ai pannelli di ruotare seguendo il percorso del sole durante la giornata, qui in anteprima assoluta, riesce a distrarre dall’incanto di cui è capace il Creato.
Lo stesso capoluogo ligure, che ha continuato a lavorare silenziosamente e costantemente nei cinque anni di preparativi, sembra non riuscire a contenere il distacco che gli è proprio e tende ad esplodere in ogni angolo fiorito, in ogni vetrina sapientemente curata: la scalinata di Piazza della Vittoria sembra più fiorita che mai, il tratto di Via Venti Settembre che va verso Piazza de Ferrari è diventato un viale/giardino.

Concorsi, idee per costruire giardini domestici, anche appendendoli alle pareti del balcone o di casa, fino a mostre ed esposizioni che si moltiplicano in tutta la città sono, ancora, una piccola parte di quello che Euroflora, con la sua carica, porta non solo a Genova ma a tutta l’Italia e al mondo che la guarda.
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