
“Scarlatti – Mancini – Vivaldi”: è questo, il titolo della nuova incisione dell’ensemble di musica barocca Concordi Musici, per la coreana AudioGuyRecords, distribuito da OpenMusicCompany.
A quattro concerti per diversi strumenti solisti del Prete Rosso veneziano – tra cui il celebre “La Notte” RV 104 – ne sono affiancati infatti uno a testa di maestri più o meno contemporanei di Antonio Vivaldi (1678-1741) come Francesco Mancini (1672-1737) e Alessandro Scarlatti (1660-1725); soprattutto autori di grande musica vocale, alternatisi tra l’altro, negli anni, alla guida della blasonata Cappella Reale napoletana. Se Alessandro Scarlatti è famoso per i suoi melodrammi, Mancini (partenopeo di nascita) lo è per i suoi oratori. Entrambi sono anche autori di Sonate per flauto (ovviamente quello diritto barocco) strumento, per altro, che gioca un ruolo fondamentale in questo cd.
Protagonista, però, primus inter pares, così come in questo ensemble internazionale di giovani strumentisti, perfezionatisi nel rinomato Conservatorio Reale de L'Aja – Leonard Minsuk Kwon al flauto, Rebecca Huber e Thomas Plusa violini, Ji Yun Kang violoncello, Cristian Gutierrez chitarra e tiorba, Edoardo Valorz al clavicembalo – si raggiungono gli esiti d’eccellenza di un “collettivo” di altissima qualità e preparazione da autentici solisti, in assoluto equilibrio di sonorità e di ruoli.
Rigore e sobrietà si sposano a una restituzione attenta dei valori espressivi (gli “affetti”) e all’intensità di queste composizioni, come ad esempio ne “La notte”, in cui tempi sono intitolati ai “Fantasmi” e al “Sonno”.
Tuttavia questa attenta lettura filologica non sacrifica nulla della travolgente, vivacissima brillantezza espressiva dei tempi veloci (vivaldiani e non), e non viene meno quell’immediatezza comunicativa dei tempi estremi del concerto RV32 in re maggiore.
Da segnalare la presenza del concerto, sempre vivaldiano, in Re maggiore RV93 in cui solista è (insolitamente, almeno per quanto immaginiamo noi moderni) la chitarra, che dialoga in tempi colmi di ispirazione con i due violini e il basso continuo.
Le Sonate di Mancini e Scarlatti, entrambe in la minore, accostano, da parte loro, agilità virtuosistica a una linea di nobile bellezza melodica nei movimenti lenti.
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