
Ritrovati sul corpo di Yara Gambirasio dei simboli incisi: secondo il criminologo Vincenzo Savatteri apparterrebbero alla tradizione esoterica. “I segni – dice Savatteri – non sono casuali, ma fatti in maniera molto determinata, sono delle linee rette che seguono uno schema definito”. L’interpretazione del simbolo non è assolutamente semplice in quanto negli anni gli alfabeti si sono modificati per evitare “translitterazioni”, si tratterebbe tuttavia di una composizioni di due simboli, uno ( = ) legato alla femminilità e l’acqua, l’altro ( X ) alla simbologia runica e foneticamente alla lettera “G”, riconducibile al significato di “sacrificio”. “ Il sacrificio – continua il criminologo – è comune a tutte le religioni, è la massima espressione. Le vittime ideali per i riti esoterici sono giovani, bambini, ragazzini; una figura innocente rappresenta ‘l’optimum’ del sacrificio. La vittima non è mai consapevole di quello che sta subendo o che potrebbe subire. Nel caso di Yara, è stato un incontro organizzato ma lei ne era totalmente all'oscuro; è anche vero che ragioniamo a livello di supposizioni poiché non conosciamo gli atti, le certezze sono legate al simbolo. Non avevo mai riscontrato un simbolo del genere, ci sono delle combinazioni simili. Una mia supposizione suffragata anche da alcuni elementi legati al simbolo stesso, è la possibilità che Yara sia stata vittima di un gioco di ruolo di tipo esoterico”. Nei giochi di ruolo, ognuno si immedesima nella parte decisa dal “master” o “narrante” il quale si trasforma in un burattinaio che gestisce i comportamenti dei vari giocatori in un luogo fantastico, ovvero, nella mente dei vari protagonisti. “Sono dei giochi - racconta Savatteri - pericolosissimi: i protagonisti si immedesimano nel ruolo per periodi molto lunghi, mesi o addirittura anni; a furia di farlo possono venire fuori delle tematiche di tipo deviante; i giochi di ruolo hanno di per sé tematiche di tipo esoterico, occulto, fantasy”.
Secondo Savatteri l’omicidio di Yara è accaduto nello stesso luogo del ritrovamento, “quando si compiono delle ricerche su minori scomparsi o su soggetti scomparsi, è estremamente difficile ritrovare il corpo, non è colpa degli inquirenti, ci si può passare vicinissimi e non vederlo, neppure i cani ci riescono. Tutti i ritrovamenti sono avvenuti o del tutto casualmente o perché l’autore ha portato gli inquirenti sul luogo; non solo ma tutti i ritrovamenti di corpi sono avvenuti nell’immediata vicinanza del luogo di predazione, come nel caso del piccolo Tommy che era a solo 800 metri da casa o ancora Elisa Claps a due passi da dove era scomparsa, difficilmente ci si allontana molto”.
Per quanto riguarda i tipi di riti “ce ne sono un’infinità; nella ritualità la sessualità è una componente non indifferente, anche se in questo caso, come in quello di Chiavenna di Suor Maria Laura Mainetti, l’elemento fondamentale non era tanto la violenza sessuale quanto il concetto di sacrificio umano. Crimini come omicidi di tipo esoterico, sono rarissimi, si contano sulla punta della dita, nel caso ad esempio delle forme di esoterismo colto la percentuale di crimini è piuttosto bassa anzi quasi inesistente; il problema sono i gruppi detti “fai da te” soprattutto giovanili, estremamente violenti e dove l’utilizzo di droghe è uno standard, spesso sono anche autolesionisti. Penso che la piccola Gambirasio sia stata vittima di un gruppo del genere che o celebrava un rito o, nell’ipotesi più terribile, stesse espletando un gioco di ruolo. Volendo ragionare in termini speculativi, il tentativo di violenza o la violenza stessa - credo che ancora non ci sia la certezza in questo senso - seguita dall’uccisione e dalla sovrapposizione di questi simboli, fa pensare ad un rito legato alla filosofia della conquista del potere o dell’immortalità (per l’autore), ma principalmente del potere. Le cerimonie d’iniziazione, invece, per fortuna non sono estremamente diffuse, ma onestamente sono più di quelle che si pensa”. Lasciare un segno è fondamentale, del rito deve rimanere traccia altrimenti non ha senso; poi questi simboli diventano esoterici perché difficili da decifrare, poiché spesso la conoscenza di quel dato simbolo è patrimonio solo degli appartenenti al gruppo. I simboli si vedono solo se si conoscono, possiamo passarci accanto e non rendercene conto. La preoccupazione oggi è che, vista la facilità nel reperire informazioni al riguardo e il caso mediatico costruito intorno all’omicidio della giovane Gambirasio, si possano creare fenomeni di tipo emulativo.
Oriana Signorello
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