
Archaea - Studi del Passato, in collaborazione con la Comunità di Sant’Egidio,presenta l’inedito spettacolo di musica e letture “La musica e le veraci imprese del Barone di Münchhausen” il 9 gennaio 2010 alle ore 18.00 a Livorno, presso la Chiesa di San Giovanni Battista (via Carraia 2) ad ingresso gratuito.
Lo spettacolo è basato sul curioso ed originalissimo accostamento fra le vicende del celebre romanzo di fantasia e d’avventura, e la musica scritta dal Barone Adolph von Münchhausen, compositore (1755 – 1811), contemporaneo alla prima edizione del libro e discendente del più famoso Barone “contastorie” (1720 – 1796). Se da una parte infatti saranno le letture tratte da “Le sorprendenti avventure del Barone di Münchhausen” di R. E. Raspe (1736 – 1794) - rese al pubblico dalla voce di Dario Eros Tacconelli – dall’altra il Trio formato da Michelangelo Bisconti al clarinetto classico, Valerio Losito al violino ed Edoardo Valorz al clavicembalo, eseguirà brani del Barone Adolph vonMünchhausen e di autori contemporanei, ovvero il Trio op. 20 n.5 di Jan Vanhal ed il celebre “Trio dei Birilli” di W. A. Mozart, su copie di strumenti originali. Alla leggerezza del repertorio, fra galante e classico, e alla fantasia delle letture si accompagnerà anche l’iniziativa della raccolta volontaria di fondi per il programma di restauro di quel capolavoro del barocco toscano che è la chiesa di San Giovanni Battista. Lo spettacolo è stato reso possibile grazie al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e del Comune di Livorno.
NOTE DI SALA
La fama delle mirabolanti storie di Karl Friedrich Hieronymus von Münchhausen, ex militare ed affabulatore, rimbalzò attraverso tutta Europa, entrando nel giro di pochi anni nell’immaginario collettivo, amplificata da tre differenti manipolazioni e riedizioni, una anonima del 1781, quella di Raspe in inglese del 1785 e quella consacratoria, in lingua tedesca, di Bürger. Ma le vicende del Barone, e quelle del suo discendente Adolph August (nato a Brunswick, nel cuore della zona geografica del casato dei Münchhausen) sono strettamente collegate con i raffinati salotti ed i palazzi del potere settecenteschi.
Se il primo fu paggio e poi militare in carriera fra Paesi Baltici e Russia, il secondo fu ciambellano nella città natia, e successivamente diplomatico della corte berlinese presso Monaco e Parigi. Segno distintivo di questa classe di dignitari e di piccola nobiltà erano (e non solo nel ‘700) l’affiatamento con il bello e l’esercizio dell’arte e della letteratura. E così, se il primo si divertiva inventando storielle dalla non celata eco classica (come il viaggio sulla Luna… e non era forse egli anche un miles gloriosus di plautina memoria?), il secondo affrontò il piacere musicale piuttosto seriamente. Clavicembalista e pianista, compositore “dilettante” – nel senso che non lo faceva per mestiere – pubblicò, fra Berlino, Amsterdam e Parigi, una buona quantità di lavori, fra sinfonie (op.1, 9 e 10), musica da camera, sonate e concerti per tastiera, oltre a composizioni vocali di genere leggero. Un autore dunque vicino all’estetica più alla moda, e che si esprimeva utilizzando un linguaggio galante raffinato, ricco di senso dell’humor (come il Barone letterario!), ma piuttosto poco incline all’avanguardia. Partendo da un libro fantastico e surreale (che ha fatto sognare giovani e meno giovani per più di due secoli) passando per il suo archetipo in carne ed ossa ed i suoi successori, questo giocoso ritratto di tardo ‘700 è completato da due compositori, l’austriaco Mozart ed il boemo Vanhal, protagonisti della scena musicale austriaca ed europea, qui rappresentati da due brani cameristici brillanti e sofisticati. Continuando a fantasticare, potremmo infine chiederci se forse Mozart ed il Münchhausen musicista, ambedue assidui viaggiatori con carriere differenti, non si siano mai incontrati e scambiati qualche parola in qualche città d’Europa…
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