I crimini verso le persone anziane con il relativo maltrattamento costituiscono un fenomeno molto diffuso che viene però sistematicamente sottovalutato dalla società. Il dibattito sui fenomeni di maltrattamento degli anziani solo ultimamente incomincia ad emergere e uno dei doveri della moderna criminologia è proprio quello di occuparsi della vittimologia e in questo ambito le persone appartenenti alla terza età costituiscono le vittime preferenziali. Il problema si riallaccia alle condizioni di abuso verso l'anziano che avviene, in un significativo numero di casi, all’interno degli ambienti istituzionalizzati, come le residenze di riposo, e, più frequentemente, nell’ambito del loro domicilio. Esistono diversi modi di esercitare un abuso nei confronti dell'anziano: dall'abuso sessuale, all’abuso finanziario che è frequentissimo, all'abuso di medicamento che mira a controllare e sedare l'anziano fino ad arrivare a condizioni di abuso fisico adottando comportamenti finalizzati al degrado e all'umiliazione psichica e fisica della vittima. Il grande problema dell'abuso sull'anziano è dato nella maggioranza dei casi dal mancato rilevamento, in quanto l'anziano stesso non è capace o in grado di segnalare ciò che gli sta accadendo sia per impossibilità oggettiva, come l'isolamento, sia per paura o deterioramento mentale. Il dato allarmante che viene dall'analisi dei casi riportati nella letteratura criminologica riguarda la delittuosa abitudine di somministrare farmaci psicoattivi in modo eccessivo al fine di gestire la persona anziana “in modo più facile”. Questo elemento oltre a procurare danni psichici e fisici alla vittima la espone ad un concreto rischio di decesso. La gestione finanziaria del patrimonio dell'anziano rappresenta un altro movente che impone un'attenzione severa alla tutela dei soggetti anziani che presentano deficit cognitivi o situazioni di malversazione con intimidazioni e ricatti. La rilevazione di fenomeni di abuso avviene spesso negli ambienti ospedalieri dove è possibile un contatto con persone che permettono all'anziano di aprirsi, vincere situazioni di paura e comunicare al personale sanitario i maltrattamenti subiti. Diviene di particolare importanza, quindi, proprio l'ambiente dell’ospedale e i reparti sanitari che possono efficacemente rilevare e scoprire situazioni di maltrattamento e di conseguenza approntare sistemi di tutela per l’anziana vittima. Si può definire l’abuso sull'anziano come una situazione o un atto ripetuto e reiterato che avviene nell'ambito di un rapporto di fiducia che provoca un danno psicologico, emotivo e fisico nella vittima. È proprio il rapporto di fiducia, infatti, che espone la vittima e favorisce l’abusatore in una situazione che diviene difficilmente rilevabile dall'esterno. L'abuso e i crimini sugli anziani possono essere di diverso tipo: primo fra tutti è l'abuso fisico, ovvero determinare dolore o danni fisici tramite “schiaffeggiamenti”, spinte, violenze sessuali, violenze del comportamento, ad esempio obbligare con la forza la vittima a nutrirsi. Vi è poi l'abuso psicologico, che ha effetti devastanti, causa angoscia, depressione, stati di ansia grave ed è esercitato mediante minacce, intimidazioni, violenza verbale oppure ignorando le richieste dell'anziano. Gli abusi finanziari, invece, rappresentano veri e propri crimini nascosti che vengono perpetuati sulle persone anziane e, frequentissimi, sono crimini di abuso e sfruttamento fiduciario. Nella vittima spesso non c'è la percezione dello sfruttamento economico, questo si manifesta nella sua gravità solo nel momento in cui l’anziano esprime delle necessità o dei desideri che richiedono un supporto economico. Le richieste verranno disattese in modo anche violento, determinando così depressione, sconforto e deflessione dell'autostima con il conseguente rischio di suicidio. Ma c'è una forma particolarmente odiosa di abuso/maltrattamento che i criminologi definiscono “negligenza attiva”. Questa forma consiste nel tentativo consapevole ed intenzionale di causare una alterazione dell'emotività, provocando ansia e angoscia nell’abusato mediante il rifiuto di espletare i compiti di assistenza verso l'anziano, privandolo di fatto di cibo e medicine. È chiaro a questo punto la necessità di vigilare affinché non si verifichino abusi o maltrattamenti sulle persone anziane e il ruolo fondamentale nella rilevazione di questi episodi criminosi che spetta agli operatori sanitari che prestano servizio nelle Aziende Sanitarie Provinciali e alle Forze dell' Ordine, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Locale. Ma come fare ad identificare un fenomeno di abuso nei confronti di un anziano? Nell'ambito degli studi internazionali sui diritti umani è stato ideato uno strumento di rilevamento dell' abuso/maltrattamento, validato sul piano internazionale, molto semplice ed efficace. Consiste in una serie di domande a cui possono rispondere anche persone che non sono in piena lucidità mentale e che possono essere utilizzate in modo efficace dagli operatori delle Forze dell' Ordine:
- Qualcuno Le ha mai fatto del male?
- Qualcuno Le parla e urla in maniera tale da farla sentire a disagio?
- Qualcuno Le ha mai preso qualcosa o usato il suo denaro senza il suo permesso?
- Ha paura di qualcuno o ha ricevuto delle minacce da qualcuno?
- Qualcuno ha mai rifiutato di aiutarla?
- Ritiene che il suo cibo, i suoi vestiti e le sue medicine siano disponibili in qualsiasi momento?
- Lei è libero di uscire in qualsiasi momento voglia?
- Riesce a vedere altri parenti ed amici?
- Ha libero accesso al telefono?
- Vive con qualcuno o con parenti stretti che usano droghe e alcool o che hanno una malattia psichiatrica o emotiva?
Le risposte raccolte unitamente all'età dell'anziano danno una precisa indicazione su come comportarsi anche tenendo conto che le probabilità di situazioni di abuso/maltrattamento aumentano con l'età della vittima, con una maggiore incidenza nelle persone che hanno superato gli 80 anni. Senza considerare il dramma delle truffe che vengono esercitate sugli anziani.
Sarebbe auspicabile poter condurre sul nostro territorio un'attività di prevenzione di abusi/maltrattamenti e truffe sugli anziani e potrebbe partire da semplici cose, come mettere a conoscenza della popolazione anziana dei numeri di pronto intervento, 112 e 113, la distribuzione di questionari con le dieci domande sopra riportate, per sondare e rilevare situazioni criminose, e promuovere infine un sistema di comunicazione d'immagine in cui Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Locale e Distretti Sanitari si pongano come organi responsabili della sorveglianza, prevenzione e repressione dei crimini sugli anziani. L'età della vecchiaia non è solo una parte della vita caratterizzata da fragilità ma anche un momento in cui sono presenti risorse mentali e fisiche di grande utilità sociale, ed è proprio per questo motivo che è da tutelare e proteggere come preziosa per tutta la società. Cicerone scriveva:
Come approvo il giovane in cui ci sia qualcosa di senile, così il vecchio in cui ci sia qualcosa di giovanile; chi si attiene a tale norma potrà essere vecchio di corpo ma non lo sarà mai di spirito.
E Goethe affermava :
“l’età si impadronisce di noi di sorpresa”.
La vecchiaia è un destino e quando si impadronisce della nostra vita rimaniamo stupefatti e a volte sconcertati che il passare del tempo universale porti ad una metamorfosi personale, che si può e si deve tradurre in una risorsa preziosissima. Il vecchio per la società è prezioso, è la summa di esperienza, saggezza e storia senza la quale la società perderebbe di significato. Maltrattare, ridere o umiliare un anziano ha delle conseguenze devastanti per tutto il tessuto sociale, in quanto si distrugge il nostro divenire di uomini, è un errore considerare che la società è dei giovani, la società appartiene a tutte le età con uguale dignità, dal concepimento alla vecchiaia. Dal punto di vista giuridico i maltrattamenti sugli anziani rientrano in fattispecie previste dai codici, come i delitti di violenza privata (art. 610 c.p) e di lesione personale (artt. 582 e 583 c.p.). Molti eventi drammatici, come abbiamo visto, rimangono però “nascosti” nell’ambito della famiglia o degli istituti, specialmente se il reato è opera di familiari. Giuridicamente rilevante è l’abbandono di persona incapace (art.591 c.p.), eventualità che può riguardare anche l’anziano. In quanto delitto perseguibile d’ufficio in questi casi il referto è obbligatorio. Si ritiene, quindi, auspicabile la costituzione di un OSSERVATORIO SULLA CONDIZIONE DEGLI ANZIANI che provveda alla verifica di attuazione delle norme sia nazionali che internazionali che li riguardano, secondo l' applicazione di questi diritti fondamentali:
- l’anziano è una persona e come tale va rispettato;
- l’anziano ha diritto e dovere di promuovere le proprie risorse umane e in particolare spirituali;
- la società ha il dovere etico di facilitare la promozione della dignità di vita della persona anziana;
- l’anziano ha diritto di essere trattato secondo i principi di equità e giustizia, indipendentemente dal suo grado di autonomia e di salute
- le Autorità di Polizia preposte hanno il compito di vigilare, sorvegliare, promuovere, prevenire e reprimere qualunque forma di reato, abuso, maltrattamento che si verifichi nei confronti dell' anziano
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