
“Un secondo Rinascimento: il mondo verso la civiltà dell’empatia” è il titolo della lectio magistralis tenuta dal professore ed economista americano Jeremy Rifkin. Alla presenza del Presidente della Camera Gianfranco Fini e di numerose autorità legate al mondo delle energie, il professor Rifkin ha esposto le sue tesi circa l’avvenire della civiltà umana, sostenendo che ci troviamo alla fine di un capitolo e che una nuova civiltà è alle porte, la civiltà dell’empatia.
Nella sua introduzione il Presidente Gianfranco Fini ha ribadito l’importanza delle riflessioni di Rifkin. “Ciò che colpisce del pensiero di Rifkin - ha detto Fini – è la sua visione unitaria dell’uomo e della civiltà.” Per Rifkin “la libertà non è una faccenda solitaria, saremo realmente liberi quando impareremo a fidarci l’uno dell’altro”. Rifkin esordisce dunque il suo discorso parlando di una terza rivoluzione industriale. Una rivoluzione che sarà fondata su un nuovo capitalismo, su un'economia eco-sostenibile e condivisa.
Per Rifkin le grandi svolte nella storia dell’uomo sono avvenute in relazione allo sviluppo della capacità di empatia tra gli uomini. Il professore ha ricordato che per Hegel “i periodi di felicità sono le pagine bianche della storia”. Gli storici raccontano solo i momenti di patologia della società, mentre i grandi cambiamenti si sono realizzati quando si è avuta una maggiore propensione ad essere empatici. La capacità di pensare alla società umana come ad una grande famiglia ha portato gli esseri umani a due grandi cambiamenti: sono state utilizzate nuove fonti energetiche e si sono trovate nuove forme di comunicazione.
La natura dell’uomo è infatti di “essere empatico”, ed è questo che ha portato alla grande rivoluzione di internet. Rifkin descrive come la “generazione del millennio” la prima generazione cresciuta con internet, ed è grazie a quest’ultima che si potrà realizzare la terza rivoluzione industriale. “I giovani – dice Rifkin – hanno più potere di Rai, BBC, di ogni network; i giovani – continua - hanno già imparato a vivere in una struttura open source, mentre noi siamo ancora legati alla vecchia struttura piramidale”.
La fine di questo periodo storico è iniziata, secondo Rifkin, nel luglio 2008, quando il prezzo del petrolio ha raggiunto i 147 dollari al barile. “Questo – ha affermato il professore - è il segnale che carbone, petrolio, gas e uranio sono al tramonto, dobbiamo ripensare a tutto il regime energetico della nostra civiltà”. Rifkin ha proseguito quindi l'orazione sottolineando le drammatiche condizioni in cui versa il nostro pianeta. “Dobbiamo operare con estrema urgenza - ha dichiarato – i grandi ghiacciai hanno iniziato a sciogliersi, ci sono più siccità, più inondazioni e rischiamo l’estinzione del 70% delle specie della terra. La soluzione è una nuova civiltà empatica, e dobbiamo estendere l’empatia alla biosfera e a tutte le specie della terra”.
Nell’Unione Europea ci sono 191 milioni di edifici, e gli edifici sono i maggiori produttori di CO2 nell’aria. Secondo Rifkin il futuro sta nell'energia distribuita, prodotta con fonti rinnovabili e diffusa tramite reti ampie ed orizzontali, nello stile di Internet. Questa sarà la vera rivoluzione della civiltà empatica. Nei prossimi trenta anni ogni singolo edificio sarà convertito in una micro - centrale energetica, che produce più di quanto consuma. Il surplus prodotto sarà distribuito e scambiato il tutto il mondo tramite una rete. Tutto ciò porterà non solo ad una rivoluzione energetica, ma anche ad un incremento economico, creando più posti di lavoro, valorizzazione della piccola e media impresa, riqualificazione urbana, riadattamento del mercato immobiliare e più benessere per tutti. Ed è questo il nuovo Rinascimento auspicato da Rifkin.
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