
Sempre più numerosi i visitatori affluiti lo scorso diciassette Giugno a Material Preview, l’evento che - in anteprima assoluta rispetto a tutte le altre manifestazioni del settore pelle - ha svelato le tendenze moda per l’autunno-inverno 2011-2012.
Design, simbiosi tra natura e tecnologia, atmosfere analogiche e massimaliste: questi gli spunti che hanno alimentato la ricerca delle tendenze per la prossima stagione fredda. Come sempre - e al fine di fornire concreti spunti creativi - molte le novità: in termini di linee, materiali, colori, textures, atmosfere e immagini.
A realizzare il reportage sui codici dell’estetica contemporanea, il team stilistico dell’European Fashion Designer’s Center diretto da Paolo Cipriani, che ha individuato quattro temi-guida - Eco Hi-Tech, Steam Freaks, Volcanic Genius, Ghost Breath - accomunati da tre importanti macrotendenze: il progressivo allontanamento dall’eleganza borghese fatta di bon ton e di quel genere di glamour misurato e tintinnante da red carpet, a favore di una sempre più marcata aspirazione alla natura; lo sdoganamento dell’imperfezione, ovvero l’affrancamento da un tipo di bellezza levigata e spesso formattata in fabbrica dalla chirurgia estetica, a fronte della valorizzazione dell’appeal unico e irripetibile costituito anche da difetti e imperfezioni che diventato pregi, in quanto segni distintivi e di identità; la fine della secolare antinomia tra natura e tecnologia, ormai priva di senso dal punto di vista estetico e funzionale.
Proprio dal connubio tra natura e tecnologia - la cui fonte primaria è il design, con i suoi prodotti intelligenti ed ecosostenibili - prende spunto il primo tema Eco Hi-Tech. Un’armonia di contrasti in una logica di design full green, con metallizzazioni dai riflessi naturali, fluidi e cangianti, riferimenti al mondo urbano, e la versione estetizzata di aspetti naturali, esaltati e graficizzati per essere portati ai massimi livelli di performance tecnologica. Un’estetica di ispirazione organica, che si nutre dell’attitudine scientifica a imitare, riprodurre ed esaltare - attraverso la tecnologia - le caratteristiche performanti delle strutture biologiche: forme e fantasie ispirate ai tessuti degli organi interni del corpo umano, voluttuose morbidezze biomorfe che evocano la capacità di dilatarsi e contrarsi, fluidità, deformabilità, elasticità e adattabilità di strutture alveari e molecolari, ma anche tridimensionalità ottenuta dalla sovrapposizione di pattern geometrici, di moduli semplici reiterati per costruire fantasie strutturalmente complesse e irregolari.
La tecnologia interessa anche il secondo tema: Steam Freaks. Affrancata da ogni accezione di artificialità, di pura, siderale e sovraumana perfezione futuribile, essa si contamina con i suoi contrari, dal punto di vista concettuale ed estetico, imparentandosi con un inventario di superfici calde e tangibili che appartengono al vecchio mondo analogico. Una tendenza che nasce da un bisogno di verità, che aumenta con la virtualizzazione delle nostre esistenze. Anacronistico e futuribile insieme, Steam Freaks, è una variazione sul tema dello Steam Punk, un filone della narrativa fantasy che descrive un mondo in cui armi e strumentazioni vengono azionate dalla forza motrice del vapore (steam in inglese), sullo sfondo di una Londra vittoriana, e dal quale proviene un vero e proprio stile con tanto di feste a tema. Spunto diretto sono i materiali tipici della Rivoluzione Industriale, una tecnologia old style, con aspetti piombo, luminosità opache effetto-latta, cromie calde e ambrate con accenni di ossidazione, dettagli-ruggine e imperfezioni varie.
È una Sicilia iconica - l’archetipo estetico del concetto di isola vulcanica - a fare da spunto a Volcanic Genius. Emblema di una mediterraneità profonda e ancestrale, e affrancato da ogni descrittivismo folkloristico, questo terzo tema dà vita ad un’estetica primordiale, dove il decoro è definitivamente asservito alla primitività della materia prima: rosso fuoco a contrasto con opacità porose e fuligginose, effetti magmatici, saturazioni incandescenti, textures granulose, luminosità seriche su grigio canna di fucile, riflessi metallici su nuances antracite, fluido mixing di cromie fuse dal calore, oro colato a profusione come magma ricco e denso di superfici ancora in divenire. Trionfa la teatralizzazione del barocco, con i suoi colori-icona rosso e oro, e accenni di arabeschi. Suggestioni ataviche, per delineare un’espressività calda e magniloquente.
Punto di partenza per il tema Ghost Breath, è l’attitudine a privilegiare - nell’immaginario e nella comunicazione contemporanee - tematiche lugubri, oscure, angoscianti, legate al senso di paura e mistero. Una tendenza iniziata nell’arte, e poi proseguita fino a contagiare la pubblicità che, rovesciati canoni estetici storici come la bellezza e la perfezione, si nutre di atmosfere plumbee, ai limiti della necrofilia. Scenari fantasmatici in cui gli attributi della fisicità tendono a svanire ed evaporare, dando vita a consistenze “ectoplasma” - effetti moussant, volumi spumosi e superfici schiumogene ad altissima percentuale di aria - ma anche a bagliori luminosi, alonati, quasi digitali; riflessi shining su laminato, luminosità siderali e colori in soluzione fotografati in fase di miscelazione, che non si fondono mai del tutto. Una vera e propria estetica dell’orrore, come medium potente che la nostra società usa per riaffermare in maniera decisa e spettacolare il principio dell’imperfezione e della diversità.
Temi in grado di suggerire i nuovi canoni estetici per il settore conciario e della pelletteria, ma non solo. Perché Material Preview è stato anche occasione per tredici aziende chimico-conciarie, di esporre campionatura di alta gamma: oltre cinquecento articoli di pelle serigrafata, laminata, stropicciata, intagliata e ricamata, con un boom di richieste di pellami morbidi - uniti o stampati - dai riflessi metallizzati e tendenti all’opaco.
A corollare l’evento, relatori e ospiti d’eccezione: da Alessandro Francioni - presidente dell’Associazione Conciatori di Santa Croce sull’Arno - che ha dato il benvenuto ai visitatori incoraggiando a valorizzare e credere nel proprio lavoro, a Nathalie Elharrar, la giovane stilista francese che dopo collaborazioni con grandi nomi come Thierry Mugler e Karl Lagerfeld per Lagerfeld Gallery, ha creato la linea di calzature LaRare, fino ad Aldo Premoli.
Ricercatore internazionale e fondatore dell’AP Studio di Milano, Premoli ha indicato - con il tema Remix - nuovi trends basati sull’alchimia nel ricombinare elementi degli anni Cinquanta e Settanta, e secondo i quali assume importanza la riscoperta di un certo mondo metropolitano e conservatore, unitamente ad un’attenzione al decoro che non si fa scrupolo di attingere al folk e all’alta uniforme. Tutti elementi molto diversi tra di loro, ma idonei a creare materiali inediti.
Lo spirito delle nuove tendenze, e uno sguardo concreto e ragionato sugli stili di vita e di consumo della stagione che verrà. Questo è Material Preview.
Nessun media collegato






