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APPUNTAMENTO CON L'ORGANO A FIRENZE
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Venerdì 18 Giugno 2010
Il Maestro Ton Koopman

Clou, anche quest'anno, della rassegna organistica dei Mercoledì musicali dell'Ente Cassa di Risparmio di Firenze il concerto di Ton Koopman, alla tastiera (e ai pedali) del grande organo moderno, ma a trasmissione meccanica, quindi “all'antica”, della ditta Giovanni Tamburini di Crema, voluto  così negli anni '70 da un musicista e studioso come Clemente Terni. Un'organo che ha molto di “spagnolo”, ha detto Koopman, questo dell'Auditorium della Cassa – ex corsia femminile dell'antico Spedale di Santa Maria Nuova – nella sua breve introduzione a un viaggio nel tempo, nei tesori, negli stili di almeno due secoli (i più illustri) di letteratura organistica internazionale. Un viaggio che, per l'appunto, non ha dimenticato gli autori iberici come Bruna (ancora seicentesco) e Cabanilles. Spiritualità, emozionante lirismo, ispirazione profonda, vertiginose difficoltà tecniche e mirabolante virtuosismo: questo nei brani – sedici - toccati dal percorso di Koopman, straordinario sempre nell'esecuzione, sempre impeccabile nel superare senza problemi le difficoltà più perigliose di pagine diversissime tra loro. Restituite da lui, maestro indiscusso e profeta dell'interpretazione filologica del repertorio seicentesco e barocco, secondo la cifra stilistica più appropriata esatta.

Forse il pubblico in sala è  stato conquistato dalle sonorità meno consuete, suggestive di pagine ancora tardorinascimentali, quindi modali, di Sweelinck –  conterraneo di Koopman – ma non è mancata la grandezza poetica e spirituale (emozionante) di Girolamo Frescobaldi nella Toccata alla Levatione (libro II, 3) accostata alla scrittura ardita e complessa di Nicolaus Bruhns, allievo di Buxtehude morto a soli 32 anni, di cui Koopman ha proposto i Preludi numero 1 e numero 2, e anche all'insolita curiosità di un brano profano “semplice”, una Dafne di Anonimo (del resto anche di Frescobaldi è stata eseguita una Bergamasca in sol maggiore). Il lungo percorso però e culminato nei due “monumenti” Buxtehude – di cui Koopman sta incidendo l'opera omnia in 30 cd (sponsor permettendo...) – e Bach, di cui l'organista, clavicembalista e direttore olandese ha presentato una pagina poeticamente e musicalmente capitale come O Gott du frommer Gott BWV 767 e il grandioso, complesso, per certi aspetti trionfante Preludio e fuga in do minore BWV 546.

Francesco Tei
 
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