
Ton Koopman e Jordi Savall si incontrano nuovamente nella Waalse Kerk di Amsterdam. Non ci si sorprende del “tutto esaurito” per un appuntamento che fa parte di un piccolo calendario di concerti che ha toccato diverse località nord Europee, tra Austria Belgio e Olanda.
Si è trattato di un rinnovato incontro tra quelli che sono stati da più voci definiti “i geni della musica antica”, ossia Ton Koopman e Jordi Savall. Quello di venerdì scorso, nella candida cornice di una gremita Waalse Kerk, è stato un concerto volto a rinsaldare di fronte al pubblico un sodalizio tra i due artisti che era iniziato negli anni Settanta.
Jordi Savall e Ton Koopman si ritrovano dunque nel Nord Europa nel nome della musica antica, dopo essersi creati due straordinarie carriere individuali, seguendo scelte musicali e repertori diversi.
Jordi Savall con i suoi Hesperion XXI, Capella Reial de Catalunya e Le Concert des Nations si è dedicato prevalentemente al meticoloso studio, al recupero e alla promozione del patrimonio musicale Spagnolo. La ricerca musicale di Savall comincia dal Medioevo e si spinge fino ai confini Romantici con Beethoven. La sua fama presso il grande pubblico si deve però alla colonna sonora di un film di produzione francese del 1991 Tous les matins du monde, racconto appassionato della vita di Monsieur de Sainte Coulombe controverso maestro del ben più noto Marin Marais.
Ton Koopman e la sua Amsterdam Baroque Orchestra con il Coro affiliato, ha approfondito e quindi proposto le opere dei grandi maestri del nord Europa, quali Bach e Buxtehude; si è inoltre dedicato a compositori italiani come Vivaldi e Locatelli, approfondendo e divulgando il repertorio anche per più clavicembali con e senza orchestra. Sterminata è inoltre la discografia organistica che porta la sua firma, che vede fra le altre l'incisione integrale di tutte le cantate per organo di Bach. Ton Koopman ha inoltre inciso le sinfonie di Haydn e, di Mozart, come il collega Jordi Savall, ha interpretato il Requiem.
Ton Koopman e Jordi Savall hanno da sempre riscosso un enorme successo di pubblico sia tra semplici appassionati ed amatori, che tra i musicisti, dai più giovani studenti ai più affermati professionisti. Consapevoli di quel miracoloso potere che la musica ha di muovere i sentimenti, i due artisti hanno approfondito le capacità sonore ed i colori degli strumenti antichi proprio allo scopo di trasmettere al pubblico il miracolo della musica stessa. Un messaggio antico, che risale a più di trecento anni fa, ma che è sempre attuale nella potenza con la quale riesce ancora a muovere le anime, a rapire, ammaliare e sbigottire.
Curioso, il pubblico si assiepa tra i banchi della chiesa non solo per assistere al concerto, al tirar d'archetto o al pigiar di tasti, ma per carpire il momento dell'esecuzione, per capire da dove princìpi il sentimento che li sconvolge.
Avvolti nella tenera atmosfera del lungo tramonto nordico che segna l'inesorabile ed attesissimo arrivo dell'estate, il maestro Koopman al clavicembalo ed il maestro Savall alla viola da gamba hanno saputo rapire il pubblico e accompagnarlo in un viaggio musicale tra Spagna, Inghilterra, Francia e Germania.
Cominciando con Diego Ortiz (ca. 1510-1570), compositore di chiari natali Spagnoli, che visse anche a Napoli, cembalo e viola si sono rincorsi e confrontati nello scorrere dei diversi movimenti fino a giungere ai pezzi eseguiti da solisti: Savall nella Marcia del Soldato dell'inglese Tobias Hume (ca. 1579-1645) con i diversi andamenti mano a mano annunciati a voce e poi eseguiti, quindi Koopman nel toccante Tombeau de Mr Blancrocher in do minore del tedesco Johann Jacob Froberger (1616-1667), componimento-lamentazione per il liutista Blancrocher, la cui sfortunata morte per caduta dalle scale è resa nella retorica scala discendente delle ultime battute.
La prima parte del concerto si chiude con la Sonata II BWV 1027 in Re Maggiore di Johann Sebastian Bach (1685-1750) che i due maestri avevano inciso assieme dieci anni fa, e che è stata riproposta in quest'occasione con una straordinaria e coinvolgente interpretazione.
La seconda parte, interamente dedicata alla Francia, ha costituito di fatto una delicata introduzione al prossimo festival di musica antica che si svolgerà a Utrecht tra fine agosto e i primi di Settembre, e che avrà per l'appunto come motivo conduttore la musica alla corte di Luigi XIV (1638 – 1715). Koopman e Savall hanno completato questo cammeo di musica con un repertorio che spaziava tra Marin Marais (1656-1728), Louis Couperin (1626-1661) e Sieur de Machy (attivo nella seconda metà del diciassettesimo secolo), e che li ha visti nuovamente avvicendarsi tra momenti solistici ed in coppia. Particolarmente emozionanti le esecuzioni de Le Voix Humaines e de Le Folies d'Espagne di Marais, le prime con una viola da gamba che, sola, ha reso l'aria densa dei delicati suoni delle voci umane, toccando le corde invisibili dell'anima e dei suoi umori. Impossibile non sorridere dello scroscio liberatorio di applausi in conclusione alle Follie, di un pubblico numeroso tanto curioso quanto intimidito dalla straordinarietà di quella musica e di quegli interpreti che hanno riempito di grazia il breve tempo di un concerto.
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Jordi Savall: http://www.alia-vox.com/
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