
Atelier del Riciclo è un’associazione di promozione sociale volta a favorire stili di consumo ecosostenibili, senza per questo rinunciare ai piaceri della vita. Fondato a Milano nel Gennaio 2009 su iniziativa di alcuni giovani creativi, l’Atelier è un vero e proprio laboratorio di idee per il recupero di materiali e oggetti nel segno della moda, dell’arte e del design.
Organizzazione di eventi, esposizioni di recycled-art ed eco-design, swap party, momenti di discussione, divertimento e scambio per favorire il flusso sociale della fantasia e della creatività. Ma non solo: perché Atelier del Riciclo è soprattutto creazione - o meglio ri-creazione - di abiti e accessori moda, in nome di una rinnovata ecologia dell’acquisto.
Rispetto al passato rimane valido il concetto di recupero, perché oltre il 60% di ciò che viene scartato o buttato può diventare una nuova risorsa; ma la vera rivoluzione è un’altra: le azioni di Atelier del Riciclo si rivolgono esclusivamente ad oggetti di qualità e dall’indiscusso valore estetico. La bellezza diventa quindi fattore riqualificante del vissuto quotidiano: liberare un prodotto dalla sua funzione codificata significa liberare il compratore dall’abitudine al consumo condizionato, in un processo che porta ad un contatto più libero e creativo con le cose, all’insegna di una rivoluzione estetica che sgancia dall’omologazione e dalla logica della ripetizione coatta. Ogni oggetto è unico e, rinascendo dalle sue ceneri con la bellezza di un’araba fenice, diventa qualcosa di totalmente nuovo, affascinante e soprattutto unico e prezioso.
Il riuso creativo, è stato quindi il punto di partenza di un’associazione che è cresciuta notevolmente, fino ad abbracciare una molteplicità di iniziative. Fra queste spicca il fenomeno dello swap party: una festa dedicata al baratto di oggetti fashion.
Il baratto è il simbolo del glamour antispreco, perché permette di comprare senza denaro, slegando quindi edonismo, possesso e lusso, dal potere d’acquisto e dal conto in banca.
Nel Settembre 2009, Atelier del Riciclo ha aperto nel pieno centro di Milano la prima swap boutique italiana interamente dedicata allo scambio di abiti, bijoux e accessori moda, dando vita ad un vero e proprio fenomeno di costume in grado di attirare una grande affluenza di pubblico e stampa.
Un negozio no-cost, dove comprare prodotti di qualità senza spendere nulla, e dove poter andare a caccia di pezzi unici da scambiare con abiti e oggetti che affollano gli armadi, e che hanno stancato o non si adattano più al nostro stile. Ma anche un luogo dove imparare a rinnovare il guardaroba, grazie ad innovativi corsi di wardrobe refashioning, ovvero otto ore di lezione per apprendere l’essenza dello styling: affinare il buon gusto e la sensibilità da cool hunter, integrare i brand con la libera creatività, e diventare consapevoli dei propri punti di forza per la creazione di un guardaroba ideale, vale a dire quello che valorizza ciò che realmente siamo.
Oltre a promuovere lo swapping di abiti e accessori moda, l’Atelier del Riciclo coordina e organizza l’esposizione di opere di giovani artisti (architetti, artigiani e designer) che offrono servizi innovativi: dal relooking di abitazioni e spazi professionali, alla creazione di mobili, suppellettili ed installazioni realizzati con materiali di recupero, al fine di rinnovare gli spazi abitativi mantenendo l’impronta unica e personale di chi ci vive.
Le creazioni sono esposte nella Design Gallery inaugurata lo scorso Marzo. Attualmente, tra gli artisti che si possono ammirare, ve ne sono alcuni davvero interessanti.
Isacco Brioschi, green designer e portavoce dell’architettura organica, sperimenta interventi artistici dedicati alla ricerca sullo spazio abitativo, per trovare nuove materie in grado di fondersi con l’estetica del quotidiano; espone una serie di quadri vegetali e di elementi d’arredo realizzati recuperando essenze di legno scartate durante la produzione degli infissi per finestre.
La creatività di Arianna Subri, fondatrice di Uroboro Design, si esprime in arredi fabbricati attraverso l’utilizzo di oggetti giunti alla fine del loro ciclo di vita: materiali poveri dai quali vengono liberate potenzialità intrinseche. Come la poltrona K’un o il tavolino-contenitore Saturno, entrambi in cartone riciclato; o ancora Pecoranera e Quadrifoglio, sedia e tappeto prodotti con camere d’aria abbandonate.
Franco Corso, architetto di interni siciliano, espone tavolini, sgabelli, specchi e lampadari creati con tecniche di composizione e materiali simili tra loro, ma ognuno con una diversa impronta estetica e una propria unicità di fabbricazione. Un’arte del riuso che prende ispirazione da fonderie e fornaci, da mercatini dell’usato e laboratori di ceramica, al fine di nobilitare la fisicità della materia di scarto, recuperandola in opere che riflettono la passione per l’arte contemporanea.
Gianni Grosso presenta una serie di arredi e sculture realizzate attraverso l’uso di alberi ormai destinati al macero, e dalle finiture in cera e vernici rigorosamente ecologiche. Perché, spiega l’artista: “Gli oggetti sono costruiti non soltanto per essere guardati, ma anche toccati e vissuti. Forme e materiali sono usati come provocazione per allestire una casa lontana dai prodotti in serie, costituita di oggetti che vivono con noi”.
Adriana Lohmann, designer italo-brasiliana, espone la nuova versione della collezione Flower Power: lampadari realizzati intrecciando varie sovrapposizioni di terylene, fino a formare un fiore splendente. Vere e proprie sculture luminose che danno nuova vita a materiali destinati allo smaltimento.
Officina delle Mille Cose, fondata da Daniele Coletti e Davide Rossi, è presente con un pouf realizzato riciclando locandine cinematografiche, e una sedia dotata di un vano che ne consente l’alloggiamento. Oggetti unici perché, spiega Coletti: “Il recupero dei materiali di scarto è il nostro credo […] Ci permette di dare maggiore valore ambientale e filosofico al prodotto, senza dimenticare che la materia abbandonata ha una forza nascosta che gli occhi attenti di un progettista non possono ignorare”.
L’ex fotografo Maurizio Lamponi Leopardi, oggi originale produttore di lampade da tavolo, espone una serie di opere realizzate con elementi destinati al macero, oggetti comuni dei quali viene esaltata la capacità di stupire e divertire: come la lampada ispirata alla lambretta, alla bicicletta o alla caffettiera.
Infine 13Ricrea, un team di tre donne, che sceglie di esporre sedute in lattice e feltro riciclato. Per ridurre l’impatto ambientale dovuto alla creazione, tutto il “recuperato” non viene riprocessato, e si cerca di far coincidere i luoghi di produzione con quelli di lavorazione.
Le opere della Design Gallery, sono contestualizzate come arredi dello store, con la possibilità di essere usate, vissute e testate. Ma soprattutto acquistate direttamente dai produttori, con un risparmio che arriva fino al 20%.
La Gallery è solo uno degli spazi di quello che Atelier del Riciclo ha voluto chiamare Eco Concept Store: perché l’Atelier è anche un luogo da vivere e condividere, dove rilassarsi stando comodamente seduti su un divano, navigare free WiFi con il proprio pc, o incontrare gli amici davanti ad una tazza di tè. L’aspetto sociale si fonde così con quello ludico, per un’ecologia del benessere in cui l’equilibrio tra uomo e ambiente nasce anche dalla possibilità di esprimere se stessi attraverso la creatività e le relazioni.
Ecco così che clienti ed ospiti possono usufruire di un altro spazio, la Library Lounge, dove poter consultare liberamente volumi e riviste dedicate all’ecologia, al green design e alla moda.
Infine l’atelier vero e proprio: il luogo dove si progettano abiti di alta moda con gli scarti del fashion swap e della produzione tessile di qualità.
Perché il riuso è il vero trend.
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