
La quarantanovesima edizione del Salone del Mobile ha appena chiuso i battenti. Straordinario il successo, con un boom di visitatori pari al +7% rispetto allo scorso anno e - a conferma della vocazione internazionale della manifestazione - una percentuale del 56% di operatori provenienti dall’estero.
Gli oltre duemila espositori al centro fieristico di Rho, e i molti eventi collaterali riuniti nel Fuori Salone, hanno confermato la grande espressione di eccellenza, sia produttiva che espositiva, della kermesse.
La casa che verrà sarà in linea con le esigenze del vivere quotidiano - spazi sofisticati ma soprattutto funzionali - e all’insegna di una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale, condizione ormai imprescindibile per una vita di migliore qualità, più sicura e salutare.
Due macrotendenze animano i padiglioni dedicati alla cucina: da un lato soluzioni “all’americana”, dedicate ad ambienti enormi che poco si avvicinano agli spazi casalinghi europei, e dall’altro proposte più contenute, che meglio si coniugano ai nuovi stili di vita e alle case di città, senza disdegnare il contenuto estetico e di ricerca. Proprio in queste ultime si registra una particolare attenzione all’ambiente, come nel caso di Ecocompatta, la cucina disegnata da Paolo Rizzato per Veneta Cucine; nel progettarla, il designer è partito da un’idea di riduzione, non solo dell’impatto ambientale, grazie alla cura nella scelta dei materiali impiegati, degli elettrodomestici incassati e delle modalità di imballaggio, ma anche dello spazio occupato: quando non viene usata, Ecocompatta assume le sembianze di un grande parallelepipedo appoggiato alla parete, mentre al momento della preparazione dei pasti basta aprire la tapparella posizionata al centro per far avanzare il piano di lavoro, ovvero un monoblocco attrezzato e polifunzionale; senza dimenticare che accanto alla cellula di appoggio non mancano sistemi incorporati per la raccolta, rigorosamente differenziata, dei rifiuti.
Ecologiche ed innovative, anche le proposte di Scavolini. Lo storico marchio italiano ha presentato Tetrix, la cucina disegnata da Michael Young: un insieme di blocchi modulari rivestiti da una lastra di vetro lucida oppure opaca che - in un perfetto equilibrio tra pieni e vuoti - potranno essere composti creando fantasie cromatiche inedite. Tetrix è realizzata seguendo i rigorosi dettami dell’ecologia più all’avanguardia, con pannelli Idroleb, che hanno il primato della più bassa emissione di formaldeide, e realizzati al 100% con materiale legnoso post-consumo, con certificazione FSC.
Caratteristiche che accomunano anche l’altra nuova nata in casa Scavolini: Attitùde, la cucina disegnata da Stefano Pessotto. Il designer ha combinato materiali diversi per ottenere effetti ottici e tattili davvero sorprendenti, come l’impiallacciato Olmo con vetro opaco e le serigrafie metallizzate con laccature lucide, in un susseguirsi di elementi curvi che si mischiano ad elementi lineari.
Scelte green anche per l’allestimento: uno stand da novecento metri quadri a impatto zero, perché Scavolini ha compensato le emissioni di CO2 generate dall'organizzazione dell'evento - calcolando i consumi elettrici ed idrici, gli spostamenti del personale, la creazione di rifiuti e lo "spreco" di materiale cartaceo - tramite la creazione e la tutela di un'area di circa trentamila metri quadri di foresta nelle riserve del Madagascar. Senza dimenticare che il gruppo ha scelto la fornitura di energia elettrica ZeroE, con la collaborazione di Edison Energia, che oltre a provenire da fonti rinnovabili, garantisce la compensazione delle emissioni tramite la protezione delle aree forestali in Italia e Costa Rica.
Cucine belle, funzionali e sostenibili anche per Demode; l’azienda italiana ha presentato le nuove proposte all’insegna della “filosofia della decrescita”: una sorta di sistema economico basato su principi ecologici. Non “crescita negativa”, quindi, ma una nuova economia dove è possibile per chiunque produrre e procurarsi solo i beni necessari lavorando e consumando di meno. Eliminare il superfluo, in poche parole, con soluzioni dalle finiture atossiche e all’insegna del consumo minimo di materie prime ed energia, lunga durata e riciclabilità.
Rispetto per l’ambiente anche nella zona living.
Le Fablier ha presentato L’Abbraccio, una collezione di sei pezzi firmata da Gaetano Pesce: un tavolo, una sedia, una consolle, una credenza, una libreria, e un armadio realizzati con processi che danno origini ad esemplari unici - anche se prodotti in serie - ma soprattutto con materiali a basso impatto, come schiume, resine epossidiche e poliuretaniche, legno. Una serie di mobili che ricordano il contatto umano, in un mix di colori e forme vivaci tra classico e contemporaneo.
Rispetto assoluto per l’ambiente, ma anche innovazione nel processo produttivo e design creativo nella migliore tradizione del Made in Italy per La Passoni Luigi Sedie, che in occasione di questo Salone ha presentato la linea di sedie Passoni Nature, per la quale sono state utilizzate solo materie prime naturali: dalla collaborazione con Kvadrat, stoffe in lana certificate EcoLabel, finiture ad olio certificate EcoProdotto, imbottiture certificate Certipur, colle prive di formaldeide, pannelli certificati FSC in classe E1, packaging privo di elementi plastici certificato 100% FSC.
Dalla produzione all’imballaggio, ogni elemento e materiale utilizzato per le creazioni Passoni Nature è selezionato per rispondere ai più elevati standard di ecosostenibilità, funzionalità e bellezza.
E al Salone Satellite, lo spazio dedicato ai giovani emergenti, il green design si fa strada anche nel settore dell’illuminazione: lo studio D-vision ha proposto Still Light, una lampada a led alimentata a pomodori, ovvero dalla reazione elettrochimica tra lo zinco e il rame presente negli stessi; e ancora le lampade Poly, costruite con scarti di cavi in plastica, o meglio con gli scarti di politilene che un’azienda produce simbolicamente in un giorno. Dello stesso Studio, sono anche le lampade Soap 97%, realizzate con scarti di sapone - materiale economico e facilmente lavorabile per creare una luce soffusa e profumata - grazie alla bassa temperatura dei led.
Esposti al Salone del Bagno, ma così belli da poter arredare anche la zona living, i nuovi radiatori sono dei veri e propri complementi di arredo, come quello firmato da Karim Rashid per Therme di Caleido, che rende pop anche l’ambiente più essenziale, grazie ai colori vivaci. E sempre Caleido, ha proposto Shine, il radiatore a bassissimo consumo che oltre a scaldare, illumina, grazie alla struttura in metacrilato percorso da led che avvolge le piastre riscaldanti.
Materiali riciclabili e sistemi a basso impatto per Soho di Tubes, il radiatore in alluminio riciclabile ideato da Roberto e Ludovica Palomba, che riduce del 75% il consumo di acqua rispetto ad un radiatore tubolare tradizionale.
Anche nell’ambito del Fuori Salone ci sono state molte iniziative nel nome di una rinnovata attenzione all’ambiente. A partire da Green Island, l’evento - arrivato ormai all’ottava edizione - promosso da aMAZElab e dedicato al verde urbano, al territorio, alla sostenibilità e alla biodiversità. Il progetto pensato per quest’anno, ha visto la realizzazione di un bellissimo e colorato frutteto disegnato dall’architetto olandese Ton Matton, nell’atrio della Stazione Garibaldi: un’installazione con dozzine di alberi da frutto impiantati in vasi colorati e nutriti con un apposito sistema di auto-alimentazione ecosostenibile progettato dal designer olandese.
E sempre aMAZElab ha proposto, all’interno del quartiere Isola, un circuito per la valorizzazione delle realtà creative, artigianali e commerciali di qualità, ovvero una serie di laboratori fortemente dedicati al tema del riciclo e della sostenibilità, con esposizione di opere d’arte e design nelle vetrine su strada, performance, mostre, e assaggi di cibi tipici. Tra i promotori dell’iniziativa, anche O’Artoteca, lo spazio non-profit per la promozione di ricerche artistiche, che ha allestito la mostra “Superarchitettura Radicale – libri, manifesti, riviste design ed architettura radicale in Italia ’60-‘70”, che espone documenti originali sull’origine di un nuovo modo di intendere l’architettura, cercando di suggerire la complessità dei temi e l’originalità dei saperi emersi in quel fertile decennio.
La settimana del design a Milano, ha fatto anche da sfondo ad un innovativo progetto di arredamento d’interni: Du Pont - la società fondata nel 1802 e nota per l’applicazione della scienza per sviluppare soluzioni sostenibili - ha proposto, in collaborazione con Karim Rashid, un progetto di casa “smart” e sostenibile. Rashid ha interpretato tutti gli ambienti domestici in modo creativo, grazie a DuPont™ Corian®, il materiale ad alte prestazioni funzionali ed estetiche, utilizzabile per realizzare superfici piane e curve, e per l’occasione rivisitato con componenti bio-based e riciclati.
Ma il Fuori Salone è stato anche vetrina per le aziende che hanno deciso di uscire dal circuito espositivo tradizionale, per animare la città con le nuove proposte.
Villeroy & Boch ha esposto le ultime creazioni nello spazio Bossi di Via Solferino 7: un ambiente modulato da elementi naturali come tronchi d’albero e travi di legno provenienti da potature stagionali e ricicli di cantiere - quindi frutto di una selezione responsabile dei materiali - che fanno da contrasto ad elementi lineari in lacca neri, bianchi e tortora e che riflettono lo spazio fino a moltiplicarne l’effetto volumetrico. Il suggestivo allestimento ha ospitato la collezione Arti della Tavola, una serie di oggetti di uso quotidiano dalla produzione eco-friendly, focalizzata sull’utilizzo parsimonioso delle risorse, e sul rispetto di severi standard ecologici attraverso l’impiego di rinnovate procedure produttive.
E si rivolge ad un pubblico sensibile, informato e consapevole Moroni Gomma, l’azienda attenta non solo alla qualità del prodotto, ma anche ai materiali che lo compongono, alla loro provenienza, alle modalità di produzione, di confezionamento, di smaltimento e riciclo.
La scelta del marchio, da sempre attento alle novità del vivere contemporaneo, ancora una volta ha colto nel segno, con una proposta di oggetti dall’anima green. Le pareti e il pavimento dello spazio espositivo, sono stati realizzati in pannelli prodotti con gli scarti di materiale ligneo compresso, e verniciati ad acqua. Al centro dell’allestimento, il divano dalle linee discrete e calibrate proposto da Ventura, è stato rivestito da una sorta di “abito ecologico”, ovvero una tipologia di lino non trattato né sbiancato, privo di formaldeide e altre sostanze chimiche, e raccolto a mano da coltivazione biologica controllata. Un tavolo realizzato con una sezione di tronco di ciliegio appoggiato sue due cavalletti, ha accolto sulla sua superficie la collezione di oggetti in carta, cotone, legno e lino, tutti scelti per le loro caratteristiche ambientali.
Ecocompatibilità, riciclo e fantasia creativa alla base della ricerca di Simone D’Auria, che in Triennale Bovisa ha esposto le nuove collezioni/installazioni di lampade, tra le quali spicca il progetto Zoolight: una collezione attenta all’ambiente e realizzata con materiali metallici di recupero, che riproduce le sagome tridimensionali di piccoli animali stilizzati dallo sguardo curioso. Le creazioni sono auto-alimentate da pannelli solari e le figure, grazie alla luce posta sul capo, sembrano voler illuminare la nostra eco-coscienza.
Il successo di questa edizione del Salone del Mobile non può che essere merito degli sforzi e degli investimenti delle aziende espositrici che, nonostante la difficile congiuntura economica, si sono presentate con prodotti ed allestimenti di altissimo prestigio. Un plauso, quindi, a chi ha puntato sulla ricerca, deliziandoci con proposte dall’imprescindibile impatto estetico, e dagli importanti contenuti.
Nessun media collegato






