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Domenica 05 Settembre 2010
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AURORA, LA NOVITA'
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Giovedì 17 Dicembre 2009
On. Luca Barbareschi

Saluto con gioia l’avvento di questa nuova Aurora in un settore perlopiù in crisi, quello dell’editoria. La rivista non vuole essere nuova a parole, ma nei fatti.
Questa rivista non si trova nelle edicole, diventate ormai un luogo obsoleto e intasato da troppe pubblicazioni, eppure può essere reperita in tutto il mondo. 
Essa si pone al di fuori dei media tradizionali, avvalendosi dell’utilizzo di una nuova tecnologia, l’RFid, tecnologia che permette di identificare ogni singola copia attraverso un tag.  Aurora si propone solo agli abbonati che ne fanno espressa richiesta, è una rivista cartacea interattiva perché ogni abbonato riceve una rivista personalizzata dal suo tag RFid che contiene appunto i dati dell’abbonato. Ponendo la rivista sull’apposito apparecchio collegato al suo PC, il lettore si collega alla community  di Aurora e al suo profilo personale sul web, segnalandosi agli altri abbonati che sono online in quel momento e alla redazione.
Con Aurora ci troviamo immediatamente nel cuore di una nuova frontiera della comunicazione globale: il lettore può intervenire sugli articoli e sui contenuti della rivista oppure ricevere approfondimenti e informazioni su ciò che maggiormente gli interessa.  Il tag RFid può essere letto anche da un telefonino NFC(Near Field Communication),  questo accresce la mobilità della fruizione della rivista, che così diventa una vera e propria cosa, a thing, un prodotto vivo e aperto alla metamorfosi. Nella giungla caotica di un bombardamento mediatico che ci ruba troppo tempo,  Aurora può rappresentare una scorciatoia verso un mondo fatto a misura dei nostri gusti e dei nostri interessi. Sono convinto che Aurora sarà in grado di far vivere con entusiasmo le innumerevoli applicazioni della tecnologia RFid. Grazie al suo tag, ad esempio, i suoi lettori avranno la possibilità di accedere in modo esclusivo ad eventi, spettacoli e mostre.
Sono onorato quindi di fare da testimone alla nascita di una rivista che non poteva avere un nome più giusto ed evocativo, data l’innovazione che propone nel mondo dell’editoria.  Mi ricorda un passo dei Rigveda, citato dal filosofo  Nietzsche in esergo alla sua opera omonima di aforismi: “Chissà quante aurore devono ancora risplendere”. Da millenni l’essere umano non può che proiettarsi in avanti, stupendosi del progresso e allo stesso tempo contribuendovi attivamente, vivendo l’innovazione come qualcosa che lo esalta nelle sue caratteristiche di essere desiderante, non certo come qualcosa che lo spersonalizza annullandolo in un gregge o in un collettivo.  Dico questo perché la spersonalizzazione è ciò a cui hanno sempre mirato tutte le forme di totalitarismo, la personalizzazione viceversa è una fondamentale affermazione di identità, un diritto di tutti. Mi è sempre stata chiara l’implicazione etica, oltre che economica, dell’innovazione tecnologica. Aurora stimola la personalità del lettore e la realizza, proprio permettendogli di personalizzare la sua fruizione dei media.

Guardo con fiducia a un tempo in cui non saremo più vittime di informazioni  di cui non abbiamo bisogno, pubblicità di prodotti spesso inutili e insulsi , immagini che non abbiamo chiesto di vedere e che ci offendono oppure ci traumatizzano, volti e parole di persone che non significano nulla per noi. Il nostro desiderio è più mortificato che appagato dallo spam continuo che ci propinano i media. 
Proprio la fiducia nello sviluppo delle tecnologie di comunicazione mi spinge da molti anni, da uomo di cultura e di spettacolo innanzitutto e poi da politico impegnato nell’attuale maggioranza di governo italiana, a non rimanere uno spettatore passivo delle incredibili rivoluzioni cui abbiamo assistito negli ultimi decenni grazie a internet e alla telefonia mobile. Sono nato in Uruguay, ho vissuto e lavorato a NYC e negli Stati Uniti, poi sono tornato in Italia: credo fermamente nel filo che lega il genio occidentale, da Leonardo all’Informatica.  Le innovazioni nel campo della comunicazione e dell’informazione sono in stretta relazione con il concetto di libertà individuale e non credo sia un caso  che, oltre a queste, negli ultimi 20 anni abbiamo assistito al crollo di numerosi  regimi totalitaristi, non è un caso che io scriva nel mese in cui ricorrono i 20 anni dalla caduta del Muro di Berlino. La sfida della civiltà per quanto riguarda la comunicazione attraverso le nuove tecnologie è quella di promuovere sempre di più uno scambio originale e inedito tra i fruitori, una libera circolazione del sapere  e  un protagonismo dei lettori e dei prodotti, degli oggetti (things) e dei contenuti,  se questi valgono.  E questa mi sembra la sfida che Aurora propone alla community dei suoi lettori.

On. Luca Barbareschi - Vice Presidente Commissione Trasporti e Telecomunicazioni
 
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